Maretrek-In Cammino per Ustica

Se ti è capitato di volare verso la Sicilia ed in particolare perso l’Aeroporto di Palermo può anche esserti capitato di scorgerla dal finestrino durante la fase di discesa verso la SIcilia.

E’ nera in mezzo al Mar Tirreno ed è li da migliaia di anni da quando un’eruzione sottomarina dal fondo del mare si è spinta fino alla superficie del mare. In pratica noi vediamo solamente la porzione sommitale di un vulcano alto 2000 metri.

Il sabato mattina di buon ora ci rechiamo al Porto di Palermo e ci dirigiamo in biglietteria per prendere i biglietti.

Abbiamo deciso di passare un week end sull’isola che dista poche ore di navigazione in traghetto.

Tra l’aliscafo ed il traghetto abbiamo preferito il traghetto mezzo più comodo che ti permette di alzarti, uscire e respirare l’aria tiepida e profumata.

Un altro motivo è anche perché il viaggio lento ti permette di assaporare  attorniati dal blu del mare, dal vento e dagli spruzzi di acqua salata  il passaggio dalla città caotica e frenetica ad un piccolo borgo dove la vita scorre tranquilla, dove i ritmi sono più lenti.

Appena sbarcati ti capita  di vedere i pescatori già rientrati di buon mattino, sistemare le reti ripulire, la barca e lasciarla pronta per la sera successiva.

L’ormeggiatore, come tutti quelli che vivono il porto, conosce tutti..e ti saluta

Dopo quattro chiacchiere decidi di avventurarti per raggiungere il borgo che si trova alla fine di una lunga scalinata, oppure se preferisci puoi chiedere un passaggio a qualcuno che sta andando su e magari evitare la sudata con il bagagli.

Il paese si presenta molto curato, pulito ed in fermento, ci sono persone che chiacchierano altre che scaricano pacchi ed altre ancora che vanno verso il porto a recuperare gli amici appena arrivati. Ma noi andiamo subito a lasciare i bagagli ed iniziare ad esplorare l’Isola alla ricerca di una caletta e di un bel bagno ristoratore,  La prima tappa è quindi la zona dei Faraglioni che si raggiunge percorrendo la strada che porta al Cimitero che costeggia anche la costa Nord frastagliata e  caratterizzata da una roccia nera vulcanica che ricorda l’Islanda.   Arriviamo sugli scogli lasciamo i vestiti e ci tuffiamo in un bagno ristoratore. l’acqua è cristallina, trasparente e la temperatura è perfetta ne troppo fredda ne troppo calda.

Usciti dall’acqua e riscaldatici un pò al sole iniziamo a camminare sempre costeggiando il mare fino a superare la zona archeologica e raggiungere il santuario della Madonna  che si trova in cima ad una salita di gradini e ci regala un bel tramonto sullo Scoglio del Medico che si trova a ponente. Da lì ci infiliamo in un sentiero che costeggia uno dei due rilievi dell’Isola, vecchia traccia di un fianco del Vulcano che ci riporta verso il Borgo immersi nei colori, nei profumi e nel verde intenso della Pineta. 

Rientriamo in Paese quindi attraversando la parte più antica del borgo dove le case sono fatte con di roccia vulcanica  (tufo), ci godiamo il profumo dei fiori sui davanzali  e del bucato steso tra i vicoli, incontrando ragazzini che giocano a pallone e signore sedute davanti la porta a a chiacchierare ed osservare tutto quello che succede per strada.

Imbocchiamo così la vecchia strada  (A Pennina) che va giù verso le case nuove e preso qualcosa per la cena ci dirigiamo a casa per preparare qualcosa.

 

E’ Domenica e decidi di alzarti presto e dirigerti verso il Bar Centrale, un’Isitituzione  dell’Isola dove trovi tutto il paese che fa colazione, chiacchiera ed aspetta l’arrivo del primo aliscafo da Palermo.  la strada in discesa verge per  Sud-Est, tradotto verso il Porto quidni è un buon punto, comodo  per scorgere l’arrivo dal mare.

Io invece appena preso un caffè e un cornetto ripieno alla ricotta, mi dirigo alla volta del Sentiero chiamato del Mezzogiorno. Un bel sentiero che parte dal paese e costeggia tutta la costa che verge verso Sud. una lunga scalinata verso il museo archeologico ci permette di riscaldare i muscoli e rompere il fiato.

Adesso inizia il bello, ci muoviamo lentamente lungo un sentiero ben tenuto pulito e piacevolmente a tratti ombreggiato che ci permette di assaporare il fresco sotto i rami di Tamerici, di Pini sparsi qui e la. Una costante però è sempre con noi  il mare una tavola di blu intenso che ci separa dalla costa Siciliana. La superficie è calma e si possono osservare le correnti superficiali che descrivono delle curve e delle macchie lucide che sembrano chiazze d’olio. SI apre lo scenario ed inizi a scorgere le prime barchette che si dirigono lungo la costa per  fare i primi bagni o prendere il posto migliore per assaporare l’alzarsi del sole. qualcuno ne approfitta per fare un bel tuffo nel blu nel silenzio più totale interrotto dai gabbiani che volando richiamano l’attenzione. 

Raggiungiamo le piscine naturali dopo una lunga passeggiata a tratti sotto il sole e scorgiamo anche il Faro che sovrasta la Punta Spalmatore, Poco più avanti le rocce Vulcaniche si scorgono imponenti sulla strada che descrive il Periplo Basalti Colonnari che testimoniano le attività eruttive ormai cessate.

Andiamo a fare un bel bagno alle Piscine e rientriamo lentamente verso il Paese lungo la strada asfaltata che ci lascia intravedere la Costa Nord Occidentale e lo Scoglio del Medico  a poche migliaia di metri dalla costa.

Rientriamo in paese sfruttando un passaggio sul cassone di una camioncino, con ancora un pò di tempo pe una doccia ed un gelato prima di rientrare con la nave delle 16:00 lentamente verso Palermo.

 

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